PRINCIPI ISPIRATORI

Vivere la Comunità significa far cadere le barriere per accogliere la differenza”.
da La Comunità di Jean Vanier

La Comunità il Carro vuole innanzitutto rappresentare un luogo di vita dove persone con diverse individualità, capacità e limiti possono incontrarsi quotidianamente nelle loro ricchezze e difficoltà, per condividerle e aiutarsi reciprocamente a crescere da un punto di vista umano, sociale, psicologico e spirituale.

La Comunità adotta uno stile famigliare, che riguarda tutti i suoi componenti. Si fonda sui concetti di accoglienza (con al centro le persone disabili mentali) e condivisione.

La Comunità cerca di vivere e coltivare il senso dell’accoglienza, da essa inteso come accettazione dell’altro, anche diverso, nell’interezza della sua persona, nella convinzione che ogni persona è chiamata da Dio ad esprimersi con i suoi limiti ma soprattutto con le sue particolari ricchezze e che la vita comunitaria può aiutare a cogliere e ad esprimere queste ricchezze, soprattutto quelle dei “piccoli”.

La condivisione, prassi principale della vita della Comunità, si attua a più livelli:
a) una condivisione umana e spirituale, in cui i membri sono invitati ad aprire gli uni agli altri la dimensione del proprio cuore e del proprio cammino di crescita personale;
b) una condivisione della vita quotidiana, secondo uno standard di essenzialità e semplicità che cerca di confrontarsi con i riferimenti evangelici cui la comunità si ispira.

La Comunità cerca di vivere ed operare in apertura sul mondo. Pur marcando le proprie specifiche caratteristiche, e portandole a confronto con la realtà con cui interagisce, fa il possibile per cogliere gli stimoli provenienti da persone, fatti e contraddizioni da cui è circondata e che sono presenti anche in essa, cercando di mantenere un’attenzione privilegiata agli “ultimi” e alle diverse sofferenze presenti nel mondo.
Questa apertura viene cercata:
a) aprendo, ove possibile, le strutture comunitarie alla collaborazione e/o all’usufrutto esterno;
b) cercando la collaborazione ed il rapporto con le istituzioni, con Enti pubblici e privati, con operatori esterni, con le altre realtà consimili;
c) creando e allargando le reti di amicizia e partecipazione;
d) favorendo momenti di riflessione e scambio aperti all’esterno.

Considerandosi in cammino con la Chiesa universale, la Comunità vive lo stesso spirito di apertura cercando l’inserimento nella realtà della Chiesa locale, in una dimensione cattolica ed ecumenica.
Volendo interpretare la sua presenza nel mondo alla luce dei riferimenti evangelici che le sono propri, la Comunità si preoccupa, nei suoi impegni quotidiani, di comprendere di volta in volta il significato e le conseguenze dei valori di pace, giustizia, solidarietà e nonviolenza, invitando anche i suoi singoli membri a farlo a livello personale.

La comunità, pur essendo i suoi membri di varia provenienza, mantiene un legame privilegiato col Movimento Fede e Luce, dalla cui esperienza è originata; tale legame si esprime principalmente nell’amicizia, nel sostegno morale, nella reciproca partecipazione alle attività, quando possibile.

Caratteristiche dell’accoglienza “sociale”
La Comunità è il luogo di vita per persone con disabilità psichiche (caratterizzate da scarsa o nulla autonomia), che hanno urgenza di trovare o ritrovare una dimensione famigliare al di fuori della famiglia d’origine.
La comunità è quindi il luogo ove la persona disabile è prima aiutata a sviluppare e armonizzare le sue possibilità di crescita, e in seguito accompagnata verso l’invecchiamento. Crescita, accompagnamento e clima famigliare sono favoriti, nella vita quotidiana, dalla integrazione con altre persone residenti, caratteristica peculiare del “Carro”.

L’inserimento nella casa-famiglia non esclude l’utilizzo, da parte degli ospiti, delle strutture sociali pubbliche o private ove siano già inseriti o possano inserirsi, a livello lavorativo, scolastico, sanitario, ecc.; la comunità cerca altresì di mettere in atto tutte le iniziative che si individuano come necessarie o opportune per garantire lo sviluppo fisico e psichico delle singole persone nella loro globalità e che non vengono fornite dall’esterno.
In particolare, dato l’ambito famigliare, vengono principalmente curate la sfera relazionale, l’autonomia domestica e personale, l’individualità psicologica e spirituale, la gestione dei tempi liberi.

La cura della vita quotidiana comune e delle singole persone è assicurata, ai sensi delle norme in vigore, da un’équipe professionale composta da Assistente Sociale, Educatori, Operatori socio-sanitari professionali. Tale équipe lavora in stretto coordinamento con i volontari residenti e con l’ausilio di altri volontari opportunamente formati e motivati.

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