Sulla soglia della nuova casa a Via Strampelli
Una gita in montagna
 


"Vivere la Comunità significa far cadere le barriere per accogliere la differenza"
da La Comunità di Jean Vanier

La comunità rappresenta un luogo di vita dove persone con diverse individualità, capacità e limiti possono incontrarsi quotidianamente nelle loro ricchezze e difficoltà, per condividerle e aiutarsi reciprocamente a crescere da un punto di vista umano, sociale, psicologico e spirituale.

Lo stile famigliare della comunità riguarda tutti i suoi componenti. Si fonda sui concetti di accoglienza (con al centro le persone disabili mentali) e condivisione. In particolare, la comunità ritiene che la persona disabile intellettiva, pur con gli oggettivi limiti dati dalla sua condizione, non debba ridursi ad "oggetto di assistenza", ma sia un soggetto capace di esprimere e dispiegare pienamente la sua personalità, a partire dal rispetto della sua sensibilità, spiritualità e dignità.

Le persone con handicap intellettivo (di differente entità e gravità), che hanno urgenza di trovare o ritrovare una dimensione famigliare al di fuori della famiglia d'origine, trovano nell'impostazione famigliare e comunitaria una soluzione idonea ad assicurarne la cura e il benessere, per l'integrazione totale e il supporto affettivo reale, fornito dalla presenza continua degli operatori, degli educatori, degli amici - membri della comunità.
La comunità è quindi il luogo ove la persona con handicap grave è aiutata a sviluppare e armonizzare le sue possibilità di crescita. Tale crescita è favorita, nella vita quotidiana, dalla integrazione con altre persone, ognuna con le proprie capacità e difficoltà.

Questi sono i nostri principi, la cui ispirazione ci deriva da una formazione e da una crescita con dei valori un po' in controtendenza con quello che oggigiorno sembra essere il trend che la società sceglie come modello...
Vi riportiamo solo alcuni dei contributi dal "fondatore morale" di tali valori, su cui costruiamo il nostro percorso